News

Concia e sostenibilità – Ambiente e deforestazione

Se seguite un poco il mondo della concia o se siete lettori accaniti di news ambientali, non vi sarà sfuggito un dibattito che, sebbene presente da sempre, si è infuocato alla fine dello scorso anno, occupando le pagine online di testate giornalistiche anche abbastanza note (si legga: decisamente note).

Questa volta il discorso si è innescato sul tema deforestazione, di cui l’industria conciaria sarebbe una diretta responsabile facendo arrivare le proprie materie prime da Paesi a rischio con uno scarso controllo della provenienza e del modo in cui tali materie prime vengono acquisite.

Tutto questo ci fa, a noi conciatori, quanto meno inarcare un sopracciglio.

Vertigo-10

Ci siamo già ampiamente dilungati sulle nostre materie prime, sottolineando come questo materiale di scarto venga nobilitato dalla nostra industria e non vorremmo soffermarci oltre su questo lato della faccenda. Facciamo quindi un passo indietro, seguendo il percorso dei nostri detrattori. L’allevamento bovino è una delle principali cause della deforestazione, specialmente quando si posa lo sguardo su determinate aree del pianeta, come il Sud America, patria della sempre a rischio Foresta Amazzonica, anche a causa, appunto, di allevamenti di bestiame non totalmente in regola.

Forse a causa di pregiudizi, forse a causa di informazioni sbagliate o incomplete, sembra facile pensare che questi allevatori mentecatti che disboscano senza rimorso siano proprio quelli che forniscono le materie prime alla concia italiana. Si pensa che non ci siano controlli e che l’autorità venga ingannata da uomini senza scrupoli (da entrambi i lati della transazione) cui interessa il mero guadagno.

Beh, se questa atmosfera sarebbe perfetta per uno di quei bei film con il gringo Clint Eastwood poco si adatta alla realtà dei fatti. Non solo le materie prime e la loro provenienza sono estremamente controllate da numerosi enti, primi fra tutti UNIC e ICEC che collaborano con l’ONG nordamericana National Wildlife Federation (NWF) che lavora proprio sui temi della deforestazione e sostenibilità agricola del Brasile, Paese al centro della questione, ma anche, fatto fondamentale e verificabile, il Sudamerica NON è il principale fornitore della materia prima destinata al mercato italiano.

Vertigo-2

Proprio così, la materia prima esportata destinata al nostro mercato è costituita da un esiguo 17% sulla produzione totale del Brasile, i cui principali allevamenti, è bene segnalarlo, sono ben lontani dalla foresta amazzonica.

Insomma, l’ennesimo caso di fake news, termine ora tanto in voga ma che sta ad indicare una piaga che non è certo nuova né di tendenza: il cattivo giornalismo, quello che diffonde notizie parziali o addirittura sbagliate sull’onda dello scoop ma che è carente della sua parte più importante, la veridicità dei fatti.

Invitiamo dunque a verificare sempre le informazioni prima di diffonderle e di non prendere quanto viene scritto su internet come il proverbiale oro colato. Nemmeno questo articolo. Potete approfondire quindi l’argomento sul sito di Repubblica oppure, ancora meglio, su quello di La Conceria, che ha pubblicato un articolo dettagliato sulla questione, spiegato sicuramente meglio di quanto possiamo aver fatto noi.

Buona lettura!

News Correlate