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Concia e Sostenibilità – La depurazione dell’acqua

Ed eccoci tornati al nostro consueto appuntamento con gli approfondimenti su Concia & Sostenibilità. Siamo partiti dalle materie prime, focalizzandoci sull’indispensabile apporto dell’industria conciaria al riutilizzo di un materiale di scarto, per poi passare al tema della deforestazione, spiegando quanto poco sia in realtà coinvolta la concia in questa piaga ambientale.

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Oggi vi vogliamo parlare di un altro aspetto prettamente ambientale e strettamente connesso con l’industria conciaria: l’acqua. Ok, detto così può sembrare un argomento un po’ vario e non molto pertinente ma dovete sapere che la concia utilizza tantissima acqua nei suoi procedimenti. Storicamente le concerie sono sempre nate vicino ai corsi dei fiumi proprio perché la lavorazione della pelle, prima a mano e poi nei bottali, richiedeva l’impiego di acqua mista a diversi agenti, prima vegetali e poi, dopo la rivoluzione industriale, chimici. Per questo il distretto della pelle, di cui fa parte anche la conceria Nuti Ivo, sorge sulle rive dell’Arno.

È quindi facile immaginare come con la crescita dell’industria conciaria abbia influito sulla contaminazione dell’acqua nell’area circostante. O almeno potrebbe. Perché Santa Croce sull’Arno, a partire dalla metà degli anni ’70, ospita uno dei più grandi depuratori d’acqua d’Europa.

Un alleato inestimabile dell’industria conciaria, il depuratore è una parte integrante del processo di produzione, rendendo possibile tutta la filiera del cuoio, soprattutto a fronte della molte leggi che regolano da anni questo settore. Il depuratore di Santa Croce sull’Arno è inoltre in continua evoluzione, aggiornandosi di pari passo con le innovazioni tecnologiche per garantire sempre la migliore pulizia dell’acqua. E proprio le concerie del Distretto della Pelle partecipano attivamente a questa evoluzione, finanziando non solo la ricerca (nel caso del Gruppo Nuti Ivo la ricerca avviene all’interno dello stabilimento stesso) ma investendo proprio nel depuratore che così continua crescere, seguendo la crescita della stessa industria conciaria.

Non solo. Le concerie partecipano attivamente nel processo di depurazione dell’acqua anche sotto un altro aspetto. Dovete sapere che sono i batteri i principali artefici della depurazione dell’acqua. Non tutti i batteri, ovvio, ma un particolare tipo che va ad agire sulle sostanze nocive presenti nell’acqua. Tali batteri benefattori possono però essere messi a rischio da determinati agenti chimici, come quelli, ad esempio, che possono essere impiegati nel processo di concia. Bene, le concerie di Santa Croce sull’Arno sono anche impegnate nell’utilizzare solo agenti chimici che non sortiscono effetti sulla popolazione batterica necessaria al processo di depurazione.

Concludiamo questo approfondimento su Concia & Sostenibilità riflettendo su un ulteriore aspetto, forse minore, ma sicuramente importante. Tutto questo ha grandissimi effetti positivi tanto sull’inquinamento idrico che su quello atmosferico e questo non riguarda solo la zona circostante ma una vasta porzione di territorio. Pensate, infatti, che i benefici della depurazione dell’acqua arrivano fino alla foce dell’Arno, e quindi al mare.

Aspetto da tenere in considerazione durante le prossime vacanze estive…

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