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Concia e sostenibilità – Raggruppiamo le idee

In queste settimane vi abbiamo parlato di sostenibilità e salvaguardia ambientale, due concetti che (ha torto) non sempre vengono associati all’industria conciaria.

Vi abbiamo portato dietro le quinte del nostro mestiere, che forse ogni tanto pecca di riservatezza, cercando di fare chiarezza su alcuni temi leggermente spinosi e molto spesso trattati con sufficienza o imprecisione.

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Siamo partiti da dove ogni cosa inizia, dalle materie prime, approfondendo una questione estremamente delicata. Bisogna infatti sapere che la concia recupera un un sottoprodotto dell’industria alimentare, il cui smaltimento causerebbe grandi danni a livello ambientale, senza contare lo sforzo economico e di risorse. L’industria conciaria, dunque, si fa carico di quello che è a tutti gli effetti uno scarto e gli da una nuova vita, nobilitandolo.

Abbiamo poi affrontato un altro aspetto sensibile, più strettamente legato all’ambiente e l’impatto del nostro settore su di esso. Un approfondimento virato inizialmente sulla deforestazione e sulle sue presunte connessioni con l’industria conciaria. La concia è attiva da anni per la tutela dell’ambiente, specialmente nei Paesi del Sudamerica, fra i principali fornitori delle nostre materie prime. Qui rigide leggi internazionali governano gli allevamenti, considerati fra i maggiori responsabili per la deforestazione della Foresta Amazzonica, proprio per impedire che imprenditori senza scrupoli commercino pellami provenienti da allevamenti non controllati.

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Successivamente ci siamo occupati di acqua, elemento fondamentale per la concia e preziosa risorsa che necessita di essere salvaguardata. Vi abbiamo quindi portato alla scoperta di uno dei più grandi depuratori d’acqua d’Europa, situato proprio a Santa Croce sull’Arno, sostenuto dalle concerie della zona e impegnato costantemente non solo a depurare l’acqua utilizzata dal processo di concia ma anche a portare avanti la ricerca in questo campo, per garantire prestazione di purifica sempre maggiori.

Abbiamo poi concluso portandovi nel futuro, o almeno il futuro del gruppo Nuti Ivo. Vi abbiamo quindi parlato di Nuti White Leather, la pelle Nuti conciata con le tecnologie più innovative che guardano proprio alla sostenibilità. Si tratta infatti di una pelle totalmente metal free e quindi ipoallergenica e particolarmente adatta all’abbigliamento per la prima infanzia.

Chiudendo questo lungo approfondimento vi ringraziamo per aver condiviso questo viaggio nel mondo della sostenibilità ambientale con noi.

Alla prossima avventura!

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